Parole o Stili. Due giorni per capire il valore del linguaggio che usiamo

generale

Written by:

Views: 3009

Oggi sul blog voglio presentarvi un’iniziativa alla quale tengo molto.

Si tratta di Parole o Stili il primo progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza 2.0 che si svolgerà  a Trieste il 17 e 18 febbraio prossimi.

Un evento fortemente voluto da Rosy Russo che vede coinvolti 300 tra giornalisti, professionisti della comunicazione, docenti, studiosi e influencer di settore.

Con quale obiettivo?

Diffondere la buona cultura del linguaggio usato in rete. Un linguaggio positivo fatto di parole pensate e scelte con cura.

Quella cura di cui, spesso, ho parlato con la consapevolezza che le parole sono potenti, efficaci e importanti. Possono fare la differenza.

Le parole che scegliamo dicono tutto di noi dando voce e colore ai nostri pensieri, alle nostre idee, alle nostre emozioni e sensazioni.

Le parole possono essere belle, luminose, positive ma, anche, dolorose e negative.

Non ci pensiamo mai, forse, ma tutto dipende da noi e dalle nostre scelte.

In rete si osserva, sempre di più, una spiccata tendenza all’uso di un linguaggio violento. Tra i più giovani ma non solo.

Mi chiedo ma on line è tutto possibile?

On line rispetto, consapevolezza e buon senso non sono più parametri utili per definire un comportamento civile?

Ecco perché ho deciso di ospitare e sostenere, nel mio piccolo, Parole o Stili.

Perché credo fermamente in questa iniziativa che rispecchia il mio pensiero e il mio approccio all’uso della parola proponendo, in modo concreto e reale, un’inversione di tendenza.

Arginare l’uso di linguaggi negativi favorendo scelte diverse e adeguate.

Perché dietro ogni parola pesante e poco consona ce ne sarà sempre un’altra pronta a sostituirsi con un tono e un significato diverso.

L’hate speech, che fomenta l’odio e l’intolleranza, può essere sostituito se solo tutti facessimo un’attenta riflessione. Un piccolo sforzo.

Proviamo a pensare ai nostri post, ai nostri tweet, alle risposte che diamo ogni giorno e cerchiamo di capire dove e come possiamo migliorare.

Sembra impossibile, è vero, ma se noi per primi non proviamo a cambiare le cose difficilmente questo senso di valore potrà essere trasmesso.

Trasmesso alle nuove generazioni di oggi, ad esempio, che saranno utenti, clienti e colleghi con i quali ci dovremmo rapportare, confrontare e consultare domani. Un domani che non è nemmno così lontano come si potrebbe pensare.

Nella due giorni triestina verranno approfonditi argomenti vari e diversi tra loro.

Dal giornalismo ai mass media passando per il business e l’advertising senza dimenticare i giovani, i bambini, i social e il digitale in generale.

Nove tavoli tematici in cui esperti e professionisti metteranno a disposizione le loro competenze per riflettere, approfondire, capire, discutere e migliorare insieme.

Verrà scritto il Manifesto della comunicazione non ostile inteso come primo passo concreto verso il cambiamento.

Un primo passo utile che tutti possiamo sostenere se abbiamo a cuore l’importanza e il valore della parole.

Vi invito a seguire questo progetto perché credo, e ne sono convinta, che la rete debba e possa essere spazio di condivisione sensibile, propositivo e positivo.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *